Lo Xiaomi Mi 11 Ultra si presenta come un audace dimostratore tecnologico di Xiaomi, pensato per sfidare i top di gamma di mercato grazie a un design iconico e soprattutto a un sistema fotografico ambizioso che all’epoca del suo debutto (Marzo 2021) voleva stabilire un nuovo riferimento. Il dispositivo si distingue immediatamente per il suo retro in ceramica, disponibile in Bianco Ceramico o Nero Ceramico, che conferisce un senso di solidità e prestigio, e per il caratteristico blocco delle fotocamere che occupa quasi tutta la larghezza della parte superiore. Questo modulo così pronunciato, necessario per ospitare i grandi sensori ottici, ha uno spessore di circa 4 mm che si aggiunge agli 8.38 mm del corpo, rendendo il telefono molto visibile e imponente. Con un peso di 234 grammi, l’Mi 11 Ultra si fa sentire in mano, proiettando un’immagine di dispositivo robusto e senza compromessi, pur essendo certificato IP68 contro acqua e polvere.
Il centro dell’esperienza è dominato dal suo ampio display curvo AMOLED WQHD+ da 6.81 pollici, con un refresh rate adattivo fino a 120Hz e una luminosità di picco straordinaria di 1700 nit, che garantisce una perfetta leggibilità anche in pieno sole. Il pannello, protetto da Gorilla Glass Victus, supporta HDR10+ e Dolby Vision, offrendo un’esperienza visiva di primissimo ordine con una palette di oltre un miliardo di colori. Ma la vera firma distintiva del dispositivo, unica nel suo genere, è il piccolo schermo AMOLED posteriore da 1.1 pollici. Questo display secondario mostra l’ora, le notifiche e lo stato della batteria quando il telefono è a faccia in giù, ma la sua funzione più brillante è quella di fungere da mirino per scattare selfie con il potente sistema di fotocamere posteriori, permettendo di catturare ritratti di qualità superiore rispetto alla fotocamera frontale da 20MP.
La ragione d’essere dell’Mi 11 Ultra risiede proprio nel suo sistema a tripla fotocamera, progettato in collaborazione con Samsung e guidato dal sensore principale GN2 da 50 Megapixel di taglia 1/1.12″, il più grande mai montato su uno smartphone al momento del lancio. Questo sensore, unito a un’apertura di f/1.95 e alla stabilizzazione ottica, mira a catturare una quantità di luce paragonabile a una fotocamera compatta, garantendo prestazioni eccezionali in condizioni di scarsa illuminazione. A questo si affiancano altre due fotocamere di livello, entrambe da 48MP: un grandangolare con un campo visivo ultra ampio di 128° e un teleobiettivo periscopico che offre uno zoom ottico 5x e uno zoom digitale fino a 120x. La qualità complessiva delle foto è stata considerata di altissimo livello, con la fotocamera principale capace di offrire un piacevole effetto bokeh naturale, anche se talvolta può mostrare difficoltà nella messa a fuoco ravvicinata. Il sistema è completato da funzionalità video robuste, con registrazione 8K a 24fps e 4K a 60fps da tutte le camere principali.
Alimenta questo concentrato di innovazione il chipset top di gamma dell’epoca, lo Snapdragon 888, abbinato a 12GB di RAM LPDDR5 e 256GB di archiviazione veloce UFS 3.1. Le prestazioni sono ovviamente di prim’ordine, anche se il processore può tendere a riscaldarsi sotto carichi intensi, fenomeno gestito comunque bene dal sistema di raffreddamento interno. L’autonomia è affidata a una batteria generosa da 5000 mAh, la cui vera peculiarità è il sistema di ricarica ultra rapida da 67W, identico sia in modalità cablata che wireless. Con questo sistema, il telefono può caricarsi completamente in appena 36 minuti, garantendo una carica fulminea nelle pause. Il dispositivo include anche ricarica wireless inversa da 10W, speaker stereo ottimizzati da Harman Kardon, e una porta ad infrarossi.
In sintesi, lo Xiaomi Mi 11 Ultra non è uno smartphone per tutti: è un oggetto “esagerato”, come definito da alcune testate, pesante, voluminoso e presentato a un prezzo premium di 1.399 euro all’uscita. Tuttavia, rappresenta una dimostrazione di forza tecnologica per Xiaomi, un dispositivo che sceglie di non scendere a compromessi per offrire uno schermo superluminoso, un sistema di ricarica insolitamente versatile e, soprattutto, un’esperienza fotografica audace e ricca di carattere, centrata attorno a un sensore di dimensioni eccezionali e allo schermo posteriore, che lo rendono un prodotto di culto per gli appassionati del marchio e per i fotografi mobili più esigenti.



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